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Gianfranco Pancino: Ricordi a piede libero. Presentazione del libro

Oggi, 19 maggio 2021, incomincio a scrivere. Ancora una volta, durante le ore insonni della notte scorsa, ho avvertito l’urgenza di cominciare a scrivere sulla mia vita. il timore che la mia memoria, già sminuita, non mi sorregga nel ricordo, il timore di aver perso la padronanza dell’italiano che scorreva agevolmente quarant’anni fa, prima di confrontarsi con gli scogli delle nuove lingue. Mi tratteneva anche la quantità di esperienze, di sensazioni, di avventure da raccontare….

8,9,10 marzo ’74 – Bollettino delle donne n. 1

Gocce di Memoria.
Le lotte delle donne hanno attraversato tutti gli anni Settanta e oltre.
Pubblichiamo integralmente il “Bollettino delle Donne” del marzo 1974, a cura del Comitato Veneto per il salario al lavoro domestico.
Il documento, oltre a rivendicare dallo Stato un salario per il lavoro domestico svolto gratuitamente dalle donne, illustra alcuni momenti di lotta in Veneto.
Ad esempio, le lotte delle lavoratrici addette alle pulizie alla Facoltà di Urbanistica di Venezia per il miglioramento delle condizioni di lavoro e un aumento del salario, o quelle delle studentesse delle scuole medie superiori per l’abolizione dell’obbligo del grembiule nero. O ancora, le lotte delle studentesse universitarie abitanti nei Collegi e nelle Case dello Studente che, a differenza dei loro colleghi maschi, erano tenute a svolgere gratuitamente la pulizia delle loro stanze.

Gianfranco Pancino racconta “Ricordi a piede libero. L’Autonomia operaia, l’esilio, gli studi sull’HIV”: militanza, fratture e ritorni, tra organizzazione dei movimenti, conflitto sociale e scienza non neutrale

Gianfranco Pancino attraversa tre vite che, nel suo racconto, diventano un’unica traiettoria: la militanza politica negli anni delle lotte operaie e dell’Autonomia, l’esilio — vissuto come frattura dolorosa ma anche come apertura a culture e sguardi altri — e infine la ricerca scientifica, fino all’ingresso negli studi sull’HIV/AIDS e alle questioni della salute globale. Un percorso segnato da una domanda costante di giustizia e da un amore ostinato per la conoscenza, che torna anche nelle riflessioni sulla non neutralità della scienza, sui limiti della “medicina democratica” emersi durante la pandemia e sulla necessità di radicare nel territorio nuove pratiche di conflitto e cura, come gli ambulatori popolari….