Guerra del fuoco
Un treno diretto in Ungheria solleva preoccupazioni riguardo alle armi e ai soldati a bordo, suscitando domande sulla destinazione e lo scopo.
La manifestazione coinvolge persone di ogni età e convinzione politica.
Un treno diretto in Ungheria solleva preoccupazioni riguardo alle armi e ai soldati a bordo, suscitando domande sulla destinazione e lo scopo.
La manifestazione coinvolge persone di ogni età e convinzione politica.
Gocce di Memoria.
Seguendo Pietro “K”.
Pubblichiamo questo fumetto, scritto, sceneggiato e disegnato da Andrea Nese, studente dell’istituto d’Arte P. Selvatico (PD) ed imputato del 7 Aprile veneto.
Il fumetto è stato prodotto in 250 copie dal Comitato 7 Aprile di Rovigo nell’agosto del 1981 con lo scopo di raccogliere fondi per sostenere le spese processuali e contemporaneamente mettere alla berlina il “teorema Calogero” e le forzature procedurali attuate nel processo per direttissima (1980) contro una trentina di compagni dalla Giudice Graziana Campanato.
Le scansioni sono di Giuseppe (Beppi) Zambon.
Gocce di memoria.
International Meeting Venezia 7 – 8 – 9 giugno 1991.
Convegno internazionale organizzato dal Coordinamento Nazionale Antinucleare Antimperialista. Primo momento di confronto sul nuovo ordine mondiale e sull’Europa del ’92.
Il video, prodotto da Videazione in cooperazione con Cayennoutogestita e Radio Sherwood, mostra i risultati dei lavori delle commissioni che hanno partecipato.
Gli atti del convegno sono consultabili presso l’archivio di Open Memory, vicolo Pontecorvo 1A, Padova.
Primavera 1999: STOP THE BOMBS, blocco dei treni NATO diretti in Bosnia-Erzegovina a Villa Opicina (TS).
Primavera 2003: STOP GLOBAL WAR, manifestazione contro la guerra in Iraq.
Oggi, 19 maggio 2021, incomincio a scrivere. Ancora una volta, durante le ore insonni della notte scorsa, ho avvertito l’urgenza di cominciare a scrivere sulla mia vita. il timore che la mia memoria, già sminuita, non mi sorregga nel ricordo, il timore di aver perso la padronanza dell’italiano che scorreva agevolmente quarant’anni fa, prima di confrontarsi con gli scogli delle nuove lingue. Mi tratteneva anche la quantità di esperienze, di sensazioni, di avventure da raccontare….
Gocce di Memoria.
Le lotte delle donne hanno attraversato tutti gli anni Settanta e oltre.
Pubblichiamo integralmente il “Bollettino delle Donne” del marzo 1974, a cura del Comitato Veneto per il salario al lavoro domestico.
Il documento, oltre a rivendicare dallo Stato un salario per il lavoro domestico svolto gratuitamente dalle donne, illustra alcuni momenti di lotta in Veneto.
Ad esempio, le lotte delle lavoratrici addette alle pulizie alla Facoltà di Urbanistica di Venezia per il miglioramento delle condizioni di lavoro e un aumento del salario, o quelle delle studentesse delle scuole medie superiori per l’abolizione dell’obbligo del grembiule nero. O ancora, le lotte delle studentesse universitarie abitanti nei Collegi e nelle Case dello Studente che, a differenza dei loro colleghi maschi, erano tenute a svolgere gratuitamente la pulizia delle loro stanze.
Gianfranco Pancino attraversa tre vite che, nel suo racconto, diventano un’unica traiettoria: la militanza politica negli anni delle lotte operaie e dell’Autonomia, l’esilio — vissuto come frattura dolorosa ma anche come apertura a culture e sguardi altri — e infine la ricerca scientifica, fino all’ingresso negli studi sull’HIV/AIDS e alle questioni della salute globale. Un percorso segnato da una domanda costante di giustizia e da un amore ostinato per la conoscenza, che torna anche nelle riflessioni sulla non neutralità della scienza, sui limiti della “medicina democratica” emersi durante la pandemia e sulla necessità di radicare nel territorio nuove pratiche di conflitto e cura, come gli ambulatori popolari….
“Carte Irrequiete: la memoria dei movimenti” è il volume che ha aperto la rassegna editoriale della sesta edizione di Sherbooks. Pubblicato a ottobre 2025 da Elèuthera, il libro è nato dalla scrittura a quattro mani degli archivisti Federico Valacchi e Lorenzo Pezzica.
La morte da carcere rappresenta una delle problematiche più persistenti e dolorose del nostro sistema penitenziario. È una questione che, con inquietante regolarità, torna al centro del dibattito pubblico, come se il tempo non avesse portato alcun progresso. Da decenni ci ritroviamo a discuterne, testimoniando una lunga storia fatta di ripetute denunce e di mancata soluzione.
La nostra Costituzione, all’articolo 27, stabilisce principi cardine che dovrebbero guidare l’intero sistema penale. In primo luogo, l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva: si tratta del principio della presunzione di innocenza, che impone il rispetto della dignità di chi è sottoposto a procedimento penale.
In secondo luogo, la Costituzione afferma che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Nonostante questi principi, la pratica quotidiana dimostra che le dichiarazioni costituzionali rimangono inascoltate. Le notizie che provengono regolarmente dalle carceri italiane lo testimoniano: condizioni inumane, episodi gravi, e una costante violazione dei diritti fondamentali dei detenuti.
A conferma di questa triste continuità, pubblichiamo qui un bollettino del 1986 che, come se ce ne fosse ancora bisogno, certifica che in quarant’anni nulla è cambiato. Il documento è la prova tangibile di una situazione cristallizzata, dove le speranze di cambiamento si infrangono contro la realtà dei fatti.
Pubblichiamo la trascrizione della conferenza-dibattito tenuta da Franco Basaglia, universalmente noto per la legge 180/ 1978, a Padova nell’ aprile del 1971, all’interno di un Seminario organizzato dal Collettivo delle Facoltà Umanistiche.
Il testo, stampato in proprio dal Collettivo nel novembre 1972, è consultabile anche nell’archivio di OpenMemory ( https://www.openmemory.it/archive ): sezione Documenti, Fondo Diego Peroni, Serie …, Busta 4, Fascicolo …
ZeroNetwork – per l’autonomia in rete
numero 01 Giugno 1992
Giornale dentro la rete telematica ECN (European Counter Network).
“Tutto quello che è qui riportato è frutto della circolazione delle idee oltre che di informazione all’interno della rete telematica ECN …. Lavoriamo insieme per costruire nella comunicazione aperta pratiche di identità forti.”
POTERE OPERAIO, numero 17, anno 1970.
(Quando anche noi emigravamo per fame)
In 25 anni i padroni e i governi hanno mandato fuori dall’Italia 6.000.000 di proletari.
Ci hanno ospitato nei “lager” e nelle baracche di tutta Europa, il nostro lavoro è stato comandato in tutte le lingue, francesi, tedeschi e svizzeri ci hanno sfruttato…