{"id":88,"date":"2025-07-10T21:18:19","date_gmt":"2025-07-10T21:18:19","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/openmemory\/?page_id=88"},"modified":"2025-10-20T13:55:36","modified_gmt":"2025-10-20T13:55:36","slug":"chi-siamo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.openmemory.it\/openmemory\/chi-siamo\/","title":{"rendered":"Open Memory &#8211; Chi Siamo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"dropcap\"><span style=\"color: #ff0000;\"><b>Open Memory<\/b><\/span>\u00a0nasce dalla necessit\u00e0 di non monumentalizzare il passato, ma metterlo realmente a disposizione dell&#8217;attualit\u00e0,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"border: solid 1px; border-radius: 20px;\" src=\"\/openmemory\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/43.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"140\" \/><br \/>\u00a0proprio perch\u00e9 memoria e storia sono elementi costitutivi del nostro presente e non solo attributi di un sapere epico e genealogico. Un centro studi \u00e8 innanzitutto un luogo di trasmissione di sapere, di rielaborazione e attualizzazione del passato, ma soprattutto di analisi e indirizzo del presente.<\/p>\n<p class=\"dropcap\">Non un&#8217;archiviazione fine a se stessa, rinchiusa negli scaffali ma un processo di conservazione di materiali sempre aperto e fluido, che ha l&#8217;ambizione di non fermarsi a un contesto cittadino, ma di allargarsi a tutto il nord-est, alle vicende e ai cicli di lotta e movimento che hanno caratterizzato l&#8217;intera macro-area nella quale continua il nostro percorso politico, sociale, culturale e comunicativo.<\/p>\n<p class=\"dropcap\"><b>Il centro studi <span style=\"color: #ff0000;\">Open Memory<\/span> \u00e8 un luogo di studio, ricerca, confronto e analisi.<\/b><br \/>Un luogo fisico composto da un archivio, una videoteca, una fototeca, un archivio sonoro, un&#8217;emeroteca e una piccola biblioteca; ma anche un luogo che si sviluppa nella rete e nelle produzioni multimediali.<\/p>\n<blockquote>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\">Il passato che si intreccia al presente e getta le basi per il futuro.<\/span><br \/><span style=\"color: #0000ff;\">Vogliamo che il processo di studio e analisi sia il risultato di un lavoro collettivo, piuttosto che un compito delegato solo agli addetti ai lavori<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"dropcap\">Vogliamo raccontare il passato, grazie all&#8217;utilizzo di strumenti come i podcast, gli storytelling, le trasmissioni radiofoniche, i<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"border: solid 1px; border-radius: 20px;\" src=\"\/openmemory\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/35.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"140\" \/> video-talk e anche i pi\u00f9 canonici convegni e dibattiti. Vogliamo che le nuove generazioni, grazie a laboratori e momenti di formazione, siano consapevoli della loro storia per vivere in maniera coerente il presente e coltivare e progettare insieme un oggi e un domani migliore.<\/p>\n<p class=\"dropcap\"><b>Marc Bloch<\/b>\u00a0nella sua opera incompiuta intitolata\u00a0<b>&#8220;Apologia della storia o Mestiere di Storico&#8221;<\/b>\u00a0&#8211; pubblicata dopo la sua uccisione avvenuta per mano dei nazisti nel 1944 &#8211; dedica un&#8217;ampia riflessione alla funzione della storia nella societ\u00e0.\u00a0<span class=\"testo-colorato\" style=\"color: #0000ff;\">Riflessione che analizza &#8220;il passato in funzione del presente e il presente in funzione del passato&#8221; e consegna alla &#8220;memoria collettiva&#8221; un ruolo cardine nella risoluzione dei &#8220;problemi del presente&#8221;, di tensioni e tendenze che si vivono nella contemporaneit\u00e0<\/span>.<br \/>In quest&#8217;ottica, passato e presente non sono solo due punti che si collocano all&#8217;interno della grande linea del tempo, ma hanno una relazione dialettica, si stimolano a vicenda nel continuo divenire della storia e dei conflitti che in essa si stratificano.<\/p>\n<p class=\"dropcap\">Questo \u00e8 ancora pi\u00f9 vero nell&#8217;analisi dei movimenti sociali e politici che si sono susseguiti nell&#8217;ultimo mezzo secolo, dalla<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"border: solid 1px; border-radius: 20px;\" src=\"\/openmemory\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Centro_sociale_occupato_1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"150\" \/> grande rottura con la &#8220;tradizione&#8221; comunista avvenuta negli anni &#8217;60 alla nascita del concetto di &#8220;autonomia di classe&#8221;, dalla crisi del capitalismo industriale al conflitto tra capitale, vivente e natura che pervade tutta la contemporaneit\u00e0.<br \/>Nel Nord-Est italiano, dove alcuni processi sono avvenuti in forma precoce e paradigmatica rispetto ad altri territori, persistenze e discontinuit\u00e0 si alternano incessantemente a partire dal &#8220;lungo &#8217;68&#8221;. Movimenti, cicli di lotta, elaborazioni teoriche, spazi organizzativi, strumenti di comunicazione politica si sono sedimentati senza lasciare vuoti, alimentando costantemente quel\u00a0<b>&#8220;m\u00e9thode critique&#8221;<\/b>\u00a0che, sempre citando Bloch, \u00e8 l&#8217;unico insegnamento che documenti e testimonianze del passato possono dare al presente.<\/p>\n<p class=\"dropcap\"><b>Radio Sherwood<\/b>\u00a0rappresenta in questo un punto di vista privilegiato, capace di intrecciare osservazione diretta, narrazione,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"border: solid 1px; border-radius: 20px;\" src=\"\/openmemory\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/29.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"141\" \/> attivazione e movimentazione sociale nel perdurare del tempo. Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1976, l&#8217;emittente diventa una voce delle lotte e intreccia i suoi percorsi con quelli dei movimenti politici nella citt\u00e0 di Padova, in Veneto e nel resto della penisola.<br \/><span style=\"color: #0000ff;\"><span class=\"testo-colorato\">Nel 1977 anno in cui esplode una conflittualit\u00e0 su larga scala, la neonata emittente si fa voce dell&#8217;area autonoma padovana, rivoluzionando completamente la comunicazione dei gruppi politici legati a quell\u2019area<\/span><\/span>, inserendosi anche nel contesto pi\u00f9 ampio e innovativo del sistema dei media nazionali, interessato dal &#8220;boom&#8221; delle radio libere. Nel\u00a0<b>1979<\/b>\u00a0il\u00a0<i><b>&#8220;processo 7 aprile&#8221;<\/b><\/i>\u00a0colpisce duramente l&#8217;Autonomia padovana e con essa anche Radio Sherwood che si ritrover\u00e0 con la redazione decimata dagli arresti.<\/p>\n<p class=\"dropcap\">Gli anni successivi, che la narrazione mainstream ha sempre erroneamente etichettato come\u00a0<i>&#8220;anni del riflusso&#8221;<\/i>, sono invece una fase di ricostruzione e sperimentazione. Proprio attorno a Radio Sherwood convergono vecchie e nuove figure, si<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"border: solid 1px; border-radius: 20px;\" src=\"\/openmemory\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/38.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"140\" \/> organizzano nuovi cicli di lotte, da quelle contro il nucleare ai cicli studenteschi degli anni Ottanta e Novanta (come il movimento dell&#8217;85 e la Pantera), dalle occupazioni dei centri sociali in tutto il Veneto alla nascita del movimento no-global.<br \/>Radio Sherwood continua ad essere megafono e incubatore di movimenti fino ad arrivare alla &#8220;rivoluzione del web&#8221;, alla creazione di testate di movimento come\u00a0<b>Globalproject<\/b>,\u00a0<b>Melting Pot<\/b>, al\u00a0<b>Festival di Sherwood<\/b>, all&#8217;abbandono delle frequenze e l&#8217;inizio dell&#8217;avventura della webradio, con le trasmissioni in streaming, i podcast, l&#8217;implementazione degli output video.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Per maggiori informazioni scrivi a : <a href=\"mailto:archivio@sherwood.it\"><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0);color:#b13a3a\" class=\"has-inline-color\">archivio@sherwood.it<\/mark><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Open Memory\u00a0nasce dalla necessit\u00e0 di non monumentalizzare il passato, ma metterlo realmente a disposizione dell&#8217;attualit\u00e0,\u00a0proprio perch\u00e9 memoria e storia sono elementi costitutivi del nostro presente e non solo attributi di un sapere epico e genealogico. 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